ISSE – IL CERCHIO (spettacolo)

Teatro, danza, gesti e narrazione video

Prima rappresentazione assoluta

Teatro dell’Arte dal 18 al 20 dicembre 2015

venerdì ore 20.30, sabato ore 19.30, domenica ore 16.00

Lazare Ohandja, coreografo camerunese, da bambino assiste al lungo rito riservato alle donne che rimangono vedove. Secondo l’usanza a cui fa riferimento lo spettacolo, la donna che perde per morte il proprio coniuge è sospettata di essere la causa della dipartita del marito, e per lei si configurano riti di punizione, con un sistema di costrizioni fisiche, psicologiche ed economiche inflitte per anni (per gli uomini, invece, si praticano riti che alludono alla vittoria della vita sulla morte).

La donna è considerata parte dell’eredità del marito e il rito – sebbene inizialmente si declini come una forma di aiuto a riorganizzarsi e a garantire il sostegno per la vedova e per gli eventuali orfani – ha spesso come esito un nuovo matrimonio con uno dei fratelli del defunto. In alcuni luoghi, l’usanza prevede che la donna rimanga per alcuni anni rinchiusa nella propria casa, senza alcun contatto con il mondo esterno; in altri casi subisce azioni violente sia fisicamente che psicologicamente. Per convincere le donne africane a subire queste forme di violenza si racconta loro che solo attraverso tutte queste pratiche umilianti potranno dar prova della loro innocenza.

Nella memoria di Lazare rimane un segno che non lo abbandona. Conosce altri paesi, incontra altre storie in cui le donne rimangono soggiogate a una tradizione radicata, etnicamente trasversale, culturalmente persistente, con forme differenti, in luoghi molto lontani. Cresce, così, il suo desiderio di progettare uno spettacolo che sia metafora per un’esperienza più universale, eppure multiforme, e spesso insospettabile: quella della violenza rivolta verso le donne, in tutte le sue declinazioni, dalle abitudini più sottili alle pratiche più brutali.

È con questa idea che Ohandja incontra Britta Oling, danzatrice svedese-sudanese, la cui formazione classica innesta elementi peculiari nella coreografia che si nutre della condivisione di forme e scuole diverse. Incontra anche Rufin Doh, attore della Costa D’Avorio che porta le sue conoscenze della tradizione sciamanica; e infine, in occasione di CONTAMINAFRO, incontra Studio Azzurro, con cui inizia una collaborazione su un progetto a lungo termine legato alla cultura africana e alla sua capacità di impollinare contesti e di intrecciarsi con le tradizioni di altri.

Nasce così uno spettacolo dal linguaggio originale e composito, che intreccia teatro, danza, sonorità africane ed elettroniche, gesti e narrazione video.

biglietteria Teatro dell’Arte

tel. 02 72434258

biglietteria@crtmilano.it

orari di apertura: dal martedì alla domenica 10.30 > 20.30